Layne Staley - Una voce senza tempo
Perle di Canto

Layne Staley: Una voce senza tempo

Layne Staley è una di quelle voci che risuoneranno per sempre nell’anima di chiunque abbia ascoltato il suo Canto.

Un giorno mentre ero al pc mi imbattei in una foto.
Era stata pubblicata su un gruppo facebook1 denominato “Amanti del Rock”.
Si trattava di un ragazzo a torso nudo con gli occhiali da sole che si aggrappava letteralmente all’asta del microfono con un fare piuttosto sensuale.
Mi fermai un attimo a leggere l’intestazione che raccontava di un cantante che fermò il proprio concerto per aver notato un ragazzo fare un gesto nazista così prima lo invitò a salire sul palco e poi lo prese a pugni.
(Qui L’articolo e il video )
Letto ciò decisi di andarlo ad ascoltare e sapere tutto di lui.

Mi presento

Mi chiamo Maria Gerarda e la mia passione da sempre è Cantare. Fin da piccola, ho coltivato questa grande passione per la musica e il canto, ma sopratutto per le voci che mi ha portato a dedicare tempo e impegno allo studio e alla pratica. Il mio grande amore è stato sempre il canto cosiddetto leggero o moderno, ma poi ho incontrato anche quello lirico di cui ho conseguito il Diploma nel 2009.
Ho seguito poi altri corsi e masterclass che mi hanno permesso di approfondire i diversi stili vocali.
Insegno canto sia nello stile lirico che moderno dal 2010. Attraverso anni di esperienza sul palco e nell’insegnamento, ho avuto l’opportunità di approfondire la mia comprensione delle tecniche vocali, dell’interpretazione e della musica in generale. Con questo articolo, spero di condividere un po’ della mia conoscenza e della mia passione per il canto con voi.

Chi “è” Layne Staley?
Di quale epoca musicale ha fatto parte?

Il cantante era il frontman della band Alice in Chains, Layne Thomas Staley.
Boom! Ricordavo il nome della band e anche che non la avevo più ascoltata dai tempi dell’adolescenza.
La sua voce mi era rimasta impressa nella mente, ma ricordo di non averla mai collegata al suo nome.
Quando iniziai a guardare MTV intorno al ’98-’99, ricordo che passava tantissimo i video dei Nirvana, Sound Garden, Linkin Park, Audioslave, Rage against Machine, Pearl Jam e un ricordo vago degli Alice in Chains.
Alcuni di loro o loro componenti avevano contribuito al movimento grunge e del Seattle Sound che rappresentava un miscuglio di generi hard rock, punk rock, heavy metal, rock ecc, mentre altri ne rappresentavano già un evoluzione come gli Audioslave appunto.
Prima di loro c’erano stati tanti altri gruppi dalla fine degli anni ’80 circa che avevano aderito e contribuito a questo movimento svolgendo una grande influenza su tutti i gruppi a venire.
Vanno citati Mother Love Bone, Candlebox, Mudhoney, Screaming Trees, Temple of the dog ecc..
La peculiarità di questo genere era la formazione in quattro con Voce, chitarra, basso e batteria oppure in trio. Questo fattore ci fa comprendere come venisse strutturato un brano armonicamente, melodicamente e ritmicamente.

Consiglio a tal proposito un bellissimo libro In catene. I giorni di Layne Staley e gli Alice In Chains di Giuseppe Ciotta. Giornalista e musicista siciliano che ha fatto un lavoro straordinario raccontando in primis la storia del movimento grunge e dei differenti gruppi che hanno aderito alla nascita del Seattle Sound, facendo riferimento anche ai gruppi italiani che ne hanno subito l’influenza fra cui i Ritmo Tribale. Soprattutto racconta la storia di Layne Staley con e degli Alice in Chains inserendo anche il significato dei testi in riferimento al periodo creativo e personale degli artisti in questione.

Fatta questa breve premessa necessaria al fine di comprendere il modo di cantare di Layne Staley su cui mi piacerebbe porre l’attenzione e sul tipo di vocalità.

Vocalità di Layne Staley

Comincio col dire che Layne Staley era dotato un timbro molto particolare, una vocalità forte, riconoscibile con molte sfumature e di grande personalità.
Una voce tenorile, brillante capace di una grande estensione vocale.

Nel video che segue lo si vede esibirsi con gli “Sleeze” mentre imita il suono della chitarra eseguendo il registro di Fischio, l’M32, cosa che accadrà anche in altri live con gli Alice in Chains.
Non lo utilizzava come forma di espressione alla Mariah Carey per intenderci, ma ci giocava.

Quello che mi ha colpito di lui ascoltandolo con attenzione, è il modo con cui teneva costante il suono sostenuto dal respiro. Ad esempio in “Love Hate Love” si percepisce chiaramente come il respiro lavora a sostegno del suono. Questo brano è estremamente difficile in termini di dispendio energico sia fisico, vocale ma sopratutto mentale. Le note gravi e medie sono sempre molto sostenute e costanti. La risultante è un suono rotondo e corposo cosa che si può ascoltare specialmente nei concerti dei primi anni quando aveva 22-23 anni circa.


È anche normale a quell’età. Con l’avanzare del tempo è come se la voce si assottigliasse un po’ ma non sempre. Nel suo caso purtroppo negli ultimi anni si sentirà tantissimo a causa della sua dipendenza che in realtà non intaccò molto la voce, ma il respiro sicuramente.
Durante alcuni concerti con il supergruppo “Mad Season”(il cui unico album “Above” è un capolavoro la cui copertina dell’album fu disegnata dallo stesso Staley, raffigurante lui e la sua dolce metà) si percepisce quanto il corpo fosse affaticato piuttosto che la voce.

Aveva sicuramente un grande controllo e gestione della voce.
I suoi suoni erano oltre che sostenuti dal respiro, “alti di posizione” ossia godevano di un’ottima altezza che nel canto si svolge con il sorriso “interno” e corrisponde alla cosiddetta orizzontalità del suono.
Concetto espresso ampiamente anche nei trattati lirici e dallo stesso Enrico Caruso, grande tenore napoletano, il quale sosteneva che bisogna pensare di avere un quadrato in gola specialmente negli acuti (Qui l’articolo)

Questo “modo di fare” si evince tantissimo in Layne Staley. Si percepisce chiaramente come i suoni siano orizzontali e ampi, dotati di spazio sonoro3 quando canta le note acute. Non verticalizzava assolutamente.

Minuto 2.33 “Same old trip it was back then
Same old trip it was sono sulla stessa altezza
Su back apre lo spazio mantenendo sempre quell’altezza per poi ritornare su then senza chiudere il suono, ossia mantenendo sempre quel sorriso, quella orizzontalità, quella altezza

E pensare che i cantanti lirici bigotti(lasciatemelo dire!) sostenevano che i cantanti di musica leggera non sapevano cantare o che addirittura i rocker si sfondavano le corde vocali!! Ah! Fanno ridere sul serio!

Perdonatemi questo incidente di percorso!
Tornando a noi!
Layne Staley utilizzava, inoltre, una buona massa sonora (Consonanza di Petto)4 che mantenendola costante, gli permetteva di ottenere note acute corpose spesso utilizzando il mix5 , belting6. Quest’ultima è una tecnica vocale non facile da eseguire e da non utilizzare assolutamente se non sotto la guida di un bravo insegnante.
Aveva pertanto una grande consapevolezza del proprio corpo. Riusciva a prendere tutto lo spazio di cui aveva bisogno per affrontare le note acute anche dal corpo facendo leva sui muscoli dorsali della schiena.

Ci vuole il carattere per cantare!

Layne Staley possedeva una personalità forte e fragile al tempo stesso, a parer mio.
Riusciva al tempo stesso ad emettere sia suoni di grande levatura e potenza sonora sia suoni di una dolcezza ed intimità unici.
La sua sensibilità andava oltre l’ambiente che lo circondava e lo si può evincere dai suoi testi e dall’ascolto profondo del suo canto, che era sempre più vicino alle persone.

Ci sono alcuni video in cui indossa una giacca di pelle lunga e sembra davvero una “beast” come è stato definito da alcuni fan, quando canta certe note acute. Sembra davvero che mangi tutti i presenti!
Oltre a fare scena, il modo di stare sul palco e cantare in quella maniera decisa presumono una grande forza d’animo così come anche una grande rabbia. È l’adrenalina che va in circolo quando emettiamo un suono potente che ci fa vibrare dentro! Da una grande sensazione di potenza.
Sicuramente era anche molto dotato fisicamente e vocalmente. Era alto, il suo collo era lungo e largo, aveva un corpo tonico e forte che lo ha retto anche quando stava molto male, diventando sempre più magro e gracile.

Altra cosa, infatti, su cui è importante prestare attenzione è sicuramente la fatica fisica che doveva fare per cantare quei brani quasi ogni sera da quando ne è decollata la carriera ma sopratutto durante il tour in Australia nel 1993 che fu devastante. Anche se ogni volta c’erano almeno quattro monitor solo per lui aveva comunque un’onda sonora fortissima proveniente da chitarra basso e batteria.
La voce non è come gli altri strumenti musicali.
Banalmente quando siamo in una sala rumorosa alziamo la voce perché non riusciamo a sentirci, cosa che non fa bene alle corde vocali. Immaginate su un palco del genere!
Per questo esiste il fonico di palco e si fa il soundcheck prima.
Oggi si utilizzano tantissimo gli in ear-monitor mai tempi no.
Questo ci fa comprendere quanto artisti del genere sapessero gestirsi sul palco maturando una grande esperienza come vocal performer.
Personalmente credo anche che, aldilà di tutto quello che si è detto su di lui che in qualche live fosse sotto effetto di stupefacenti, avesse una grande concentrazione, specialmente nei primi anni, sulla propria voce e sul cantare quei brani di cui era autore di tutti i testi.

«Parliamo di ciò che ci tocca da vicino, delle nostre emozioni. Altre band scelgono di parlare di cose che non conoscono o di stron**te tipo macchine, ragazze, feste e risse del sabato sera. Scriviamo di noi perché è ciò che conosciamo. Non siamo una band politica, non abbiamo alcuna autorevolezza per parlare di questioni politiche» 

(Layne Staley, Alice in Chains)

Versatilità vocale

Altra cosa era versatile.
Questa caratteristica non appartiene a tutti.
Si parla di versatilità vocale ossia una voce che è in grado di cantare diversi generi musicali pur mantenendo la propria identità vocale.
Ha avuto molte collaborazioni, mostrandosi sempre all’altezza di ogni genere diverso.
C’è anche da dire che il grunge nasce come un miscuglio di generi quali rock, metal, punk.
Ha collaborato con i Second ComingIt’s Coming after” e ovviamente con i Mad Season ed altri prima degli Alice in Chains.
Nell’EP SAP ad es risulta una sfumatura timbrica leggermente diversa a quella cui siamo abituati. Adattandosi ad un genere più soft sembra quasi a tratti  un’altra persona a cantare, così come in “Ring them Bells” registrato insieme alle Heart e dove viene fuori ancora la sua anima blues.
Si potrebbe definire quasi camaleontico, cosa che lo distingue da tutti gli altri cantanti del periodo.
Aveva un gusto unico nel creare melodie su giri armonici e ritmici non sempre immediati e soprattutto aveva gusto nel cantarli in armonia con Jerry Cantrell.

Basti pensare alle melodie di “Down in a Hole”, di “Frogs” in cui gioca passando dalla consonanza di petto al falsetto, di “Man in the Box” quando al momento della parola “Feed” ossia nel ritornello gioca alternando la “E” e la “I” creando un effetto graffiato in “costrizione7“; e ovviamente di “Godsmack” in cui crea l’effetto del tremolo con la voce ossia utilizzando in maniera attiva il movimento della laringe per creare il vibrato.

NB.I suddetti vogliono essere soltanto degli accenni senza voler entrare troppo nello specifico.
Per i più curiosi o che vogliano provare è meglio affidarsi ad un insegnante di canto per poter comprendere in maniera approfondita cosa s’intende.

Layne Staley e il Periodo “Mad Season”

La collaborazione con Mike McCready chitarrista dei Pearl Jam credo segnò un vero e proprio periodo.
È risaputo che fu un modo per aiutarlo ad uscire dalla dipendenza che ormai lo affliggeva da anni.
È in questo momento che i i testi diventano ancora più introspettivi così come il suo modo di cantare.
Sembrava stesse lasciando andare ogni cosa, trasmettendo una grande fragilità e pathos emotivo.
Era maturato come Artista.
Stessa cosa avviene nel famoso “Unplugged” degli Alice in Chains qualche anno dopo in cui lo possiamo vedere e ascoltare in tutta la sua sofferenza.
Credo che abbia raggiunto l’apice della propria identità artistica in quel live.
Seduto ha cantato se stesso.

My pain is self-chosen
at least so the prophet says…


In conclusione, Layne Staley rimarrà per sempre nei cuori dei suoi fan come un’incarnazione del talento e della passione musicale.
Nonostante la sua vita sia stata interrotta troppo presto, il suo contributo al panorama musicale rimane indelebile.
La sua voce unica, i testi profondi e la sua presenza scenica magnetica hanno influenzato e ispirato generazioni di musicisti e ascoltatori. Mentre riflettiamo sulla sua vita e sulla sua carriera, ci chiediamo sempre cosa avrebbe potuto creare se avesse avuto più tempo per esplorare ulteriormente la sua personalità artistica. Con la sua straordinaria capacità di trasmettere emozioni e connettersi con gli ascoltatori in modo profondo, Layne Staley ha lasciato un’eredità musicale che va oltre la semplice esistenza terrena, trasformandosi in una fonte d’ispirazione e conforto per chiunque sia stato toccato dalla sua arte.

Layne Staley, tu sei stato e continuerai ad essere una stella luminosa.
Il tuo talento e la tua musica, la tua straordinaria creatività vivranno per sempre!


  1. Un gruppo facebook è una comunità di più persone accomunate dallo stesso interesse i cui componenti partecipano e perciò interagiscono sullo stesso argomento postando contenuti inerenti all’argomento trattato ↩︎
  2. “M” sta per meccanismo vibratorio laringeo. È il registro più acuto della voce umana. Ne esistono due tipi : fischio laringeo e stop-closure ↩︎
  3. Spazio sonoro o spazio del suono spesso viene associato allo sbadiglio aprendo molto la bocca ma in realtà trattasi della cavità di risonanza della bocca già esistente che si amplia con la presa aerea facendo si che si alzi il palato in maniera naturale. ↩︎
  4. Consonanza o Voce di petto è la sensazione o percezione di pienezza del suono che provoca, nel cantante, sensazioni di consonanza vibratoria soggettiva a livello muscolare e scheletrico nella regione toracica. ↩︎
  5. Mix o registro misto indica l’unione della consonanza di testa, M2 (definita anche falsetto specialmente per gli uomini) e quella di petto, M1 ↩︎
  6. Belting sta ad indicare quella tecnica vocale che “porta” la voce di petto oltre il limite concesso dalla dalla propria natura vocale e dove inizierebbe la voce di testa. Pertanto le note che normalmente si canterebbero nella gamma vocale di testa, avranno la potenza della voce di petto. ↩︎
  7. Costrizione termine in gergo per indicare la costrizione delle corde vocali false. Si trovano “dietro” quelle vere e sono solitamente retratte. Può capitare però che vadano a costringere quelle vere creando un suono sporco, graffiato. Questo movimento può essere volontario o involontario. Quando si impara ad utilizzarlo in maniera volontaria lo si può utilizzare come effetto della performance ↩︎

Bibliografia consigliata

Manuali e Articoli didattici

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