Durante il mio percorso mi sono chiesta molte volte cosa mi avesse spinto a cantare, ma mio malgrado non sono riuscita a darmi risposta se non quella riguardante la voglia di esprimermi.

L’arte come Liberazione dalle angosce, paura della vita quotidiana

Partiamo un po’ da lontano.
La storia ci racconta ad esempio, di come sono nati gli Spirituals, i Gospel, le Tammurriate Campane.
I primi, durante i lavori nei campi per esorcizzare le ingiustizie, violenze che subivano continuamente e la condizione di schiavitù a cui erano costretti a vivere, mentre le seconde similmente per esorcizzare angosce quotidiane, sessuali, di morte, frustrazioni.
Il discorso è davvero ampio in merito.
Potremmo asserire, quindi, che l’essere umano molto spesso per esorcizzare la sofferenza si affida all’arte, dalla musica alla pittura, alla scultura e nel nostro caso al canto e al tempo stesso per divertirsi con lo scopo di stare bene.
Ovviamente lungi da me voler intendere che chiunque canti, abbia una storia triste alle spalle.
Assolutamente!

Stare Bene attraverso il semplice Cantare

Prendiamo come riferimento lo stare bene.
Spesso può essere scontato o confuso addirittura.
Quando si canta e si ha l’idea di un suono puro, lo si vive nella sua completezza e in modo sereno.
Da qui si può partire, secondo me, per l’apprendimento del canto e della “tecnica”.
Ho inserito questo termine tra le virgolette perchè la suddetta non deve essere intesa come un training fisiologico e muscolare, ma come l’attivazione passiva (suona contraddittorio, ma è un processo che avviene) di formanti che ci permettono di ottenere un determinato suono.
In altre parole lo studio, la tecnica ci aiutano a comprendere la nostra voce in termini di carattere, estensione,  ed infine noi stessi.

Perchè la pratica nello studio del Canto è Fondamentale?

Quando si parla di canto o lo si insegna la pratica è fondamentale per assimilare, interiorizzare determinati concetti e raggiungere determinati obbiettivi.
Il primato appartiene alla purezza del Suono.
La pratica, però, non deve essere confusa con l’accanimento a voler ottenere qualcosa di tangibile.

Il Canto come Percezione

Il canto non si tocca, ma si PERCEPISCE (sensazione interna) e
si ASCOLTA (ascolto del proprio suono).
L’orecchio in questo processo ha un ruolo fondamentale siccome deve abituarsi all’ascolto del suono puro e bisogna allenare sopratutto la nostra capacità di sentire e di viverlo internamente ed interiormente, ossia come sensazione.
La respirazione è fondamentale per sviluppare la voce e rendere il suono libero e morbido.
L’interiorizzazione avviene solo alla fine di questo “lavoro”, processo sulle sensazioni corporee e sonore.
Tutto ciò ha come comune denominatore la Libertà Espressiva.

Conclusioni

Concludo questo post sostenendo oltretutto la tesi della sperimentazione nel canto, nel senso di provare e riprovare ovviamente usufruendo di buoni input, educando l’orecchio,  studiando con un buon insegnante e con la voglia di apprendere, conoscere e sopratutto capire.

MG

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