Intonazione: Cervello e Orecchio
Perle di Canto

Intonazione: Cervello e Orecchio

Oggi tocca all’intonazione, una delle guide essenziali per il nostro canto.

Quante volte ti sarai detto: “non posso cantare perché sono stonato” oppure “sento la mia voce stonata”?
A queste affermazioni mi viene da porre una domanda: “cosa accade quando percepiamo un suono”?

Vediamo quindi, come funziona il processo di apprendimento sonoro appartenente ad ogni essere umano.

Siamo dotati di un orecchio che “sente” tutto ciò che è suono/rumore, ma è il nostro cervello a gestirlo.

Tomatis spiega, infatti, che il cervello comanda e l’orecchio, comportandosi da ricevitore, si predispone per prendere l’informazione ricevuta per poi rielaborarla.
Il suo compito è quello di regolare l’atto di emissione in modo che sia conforme a ciò che il cervello ha chiesto.
Questo ci fa comprendere l’interazione che intercorre tra orecchio e sistema nervoso quando “sentiamo” un suono.
Trattandosi, invece, di “ascoltare” ecco che entrano in gioco ulteriori fattori, quali l’attenzione verso quel dato suono e la volontà di coglierlo.

Qual è la differenza tra sentire ed ascoltare?

Quando “sentiamo” è come se facessimo entrare passivamente ciò che arriva dall’esterno, senza parteciparvi.
Quando ascoltiamo, invece, ci poniamo in un atteggiamento attivo verso quel suono.
Letteralmente tendiamo l’orecchio, tant’è che anche il nostro corpo cambia atteggiamento.
Oliver Sacks nel suo libro Musicofilia parla di un vero e proprio atto di volontà.

Per intonare, quindi, bisogna proprio che la nota venga ascoltata, percepita e registrata.
Quindi l’orecchio è si l’organo del canto, ma con input che partono dal cervello.

Abbiamo l’esempio di Beethoven la cui sordità non lo ostacolò assolutamente dal continuare a creare musica, che ormai era “registrata e viva” nella sua mente.

L’ultimo fattore in gioco, infine, è la memoria, quella capacità che ci permette di recepire l’informazione, rielaborarla mentalmente per poi farne esperienza. (Memoria ecoica, memoria a breve termine, memoria a lungo termine)

Spero che queste informazioni possano essere un aiuto o almeno fungere da spunto per comprendere che la “stonazione” può avvenire, ma momentaneamente.
I grandi del passato ritenevano giustamente che tra le cause più comuni ci fosse la distrazione, l’assenza di ascolto da parte dell’allievo dello strumento accompagnatore o addirittura la debolezza di stomaco.
Attraverso lo studio inteso come concentrazione, lavoro, esercizio continuativo, l’intonazione si conquista, così come anche un bel suono.
Soprattutto dobbiamo armarci di SANTA PAZIENZA.


MG

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